{"id":2445,"date":"2018-10-26T09:34:07","date_gmt":"2018-10-26T07:34:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ariadne.bz.it\/?p=2445"},"modified":"2018-10-31T16:04:24","modified_gmt":"2018-10-31T15:04:24","slug":"vivere-con","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ariadne.bz.it\/it\/vivere-con\/","title":{"rendered":"Vivere con&#8230;"},"content":{"rendered":"<h6>Vivere con un familiare con disagio psichico<\/h6>\n<h5>L\u2019articolo \u00e8 stato pubblicato sul giornale dell\u2019Associazione \u201cSelbsthilfe \u2013 Auto Aiuto\u201d, Nr. 3\/2015.<\/h5>\n<p>Una cosa \u00e8 certa. Se c\u2018\u00e8 un malato in famiglia tutti i suoi componenti ne soffrono. Qualsiasi malattia porta con s\u00e9 vari gradi di preoccupazione, ansia, dolore, impotenza, paura&#8230; un\u2018infinit\u00e0 di emozioni che sconvolgono la vita. Nulla \u00e8 pi\u00f9 come prima.<\/p>\n<p>La malattia psichica ha qualcosa di ancora pi\u00f9 difficile da sopportare. Perlomeno all\u2018inizio, nessuno riesce a capire che cosa stia succedendo. Perch\u00e9 quella persona cos\u00ec gentile e amabile improvvisamente &#8211; o lentamente &#8211; \u00e8 diventata scostante, chiusa in s\u00e9, non parla, \u00e8 sempre stanca, si irrita per qualsiasi cosa, non dorme, o sta sempre a letto, rifiuta qualsiasi regola della vita in comune riguardante il ritmo delle giornate, gli orari dei pasti, l\u2018igiene personale, perfino il modo di esprimersi? Perch\u00e9 ci risponde cos\u00ec sgarbatamente? Perch\u00e9 ci urla che non la capiamo? Perch\u00e9 rifiuta ogni consiglio, soprattutto quello di rivolgersi al medico?<\/p>\n<p>Nessuno riesce pi\u00f9 a comunicare, non ci sono pi\u00f9 gli schemi usuali di riferimento che permettano di capirsi e relazionarsi. Tutto \u00e8 sconvolto. Si vive su pianeti diversi, del tutto distanti l\u2018uno dall\u2018altro.<\/p>\n<p>Naturalmente, e per fortuna, non tutti i sintomi si presentano per tutti contemporaneamente, n\u00e9 a tutti allo stesso modo.<\/p>\n<p>Diverso \u00e8 anche il modo di reagire dei familiari, a seconda del grado di parentela. Ci sono genitori, figli, fratelli o sorelle, partner. Diverso anche il grado di coinvolgimento e di sofferenza, per quanto si possano misurare entit\u00e0 di per s\u00e9 incommensurabili.<\/p>\n<p><strong>Sono mamma\/pap\u00e0 di&#8230;<\/strong><br \/>\nPenso che sia nella natura delle relazione umane che i genitori, le madri soprattutto, soffrano immensamente per la malattia di un figlio, soprattutto se piccolo, e che tutte le attenzioni vadano a loro, anche a scapito di tutti gli altri componenti della famiglia. E poi dai figli non ci si pu\u00f2 separare n\u00e9 divorziare, dal partner si, se proprio la situazione divenisse insopportabile.<\/p>\n<p><strong>Sono sorella\/fratello di&#8230;<\/strong><br \/>\nAncora diverso \u00e8 il coinvolgimento di fratelli e sorelle, forse quello in cui pu\u00f2 anche essere predominante la rabbia: ma io che cosa c\u2018entro, che colpa ne ho se mio fratello o mia sorella sta male? Qui naturalmente conta molto l\u2018atteggiamento dei genitori che dovrebbero cercare di non caricarli di pesi non dovuti e lasciarli vivere la loro vita. Il tutto con le dovute eccezioni, ad esempio quando i genitori sono ormai anziani, o malati, o comunque non in grado di pensare al figlio malato? Per amore o per forza allora tocca ai fratelli pensarci, anzi per la maggior parte dei casi a una sorella. E\u2018 veramente difficile e angosciante trovarsi in una simile situazione. Se la sorella o il fratello hanno a loro volta una famiglia anche questa ne soffrir\u00e0 certamente. E\u2018 molto probabile che dover affrontare una tale situazione sia accompagnato da sentimenti contrastanti mescolati tra loro: rabbia, compassione, senso del dovere, senso di impotenza, frustrazione. E qui pi\u00f9 che mai c\u2018\u00e8 bisogno di aiuto per non esserne travolti.<\/p>\n<p><strong>Sono figlia\/figlio di&#8230;<br \/>\n<\/strong>Anche per un figlio o figlia \u00e8 pesantissimo vivere con un genitore malato, peggio ancora se lo si deve assistere perch\u00e9 non c\u2018\u00e8 nessun altro che lo fa. Occorre un\u2018inversione di ruoli, per cui ci si prende cura di chi dovrebbe invece aiutare. Non tutti sono in grado di vivere con i conseguenti sensi di colpa e la responsabilit\u00e0 che ci\u00f2 comporta. Il rischio di compromettere tutta la propria vita futura \u00e8 molto alto.<\/p>\n<p><strong>Sono partner di&#8230;<br \/>\n<\/strong>Per i partner \u00e8 la vita di relazione la pi\u00f9 colpita. Ci siamo conosciuti, abbiamo progettato una vita in comune, abbiamo condiviso la casa, gli amici, il tempo libero&#8230; e adesso? Adesso devo fargli da madre o da padre. Ma non \u00e8 questo quello che volevo. Molti comunque ci riescono a dimenticarsi di s\u00e9 stessi, a capire e ad aiutare il partner, nonostante tutte le inevitabili difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Ma non da soli. Da soli non ce la pu\u00f2 fare nessuno. L\u2018intervento dello specialista \u00e8 assolutamente indispensabile, in ogni caso, con ogni tipo di relazione o rapporto. E se il malato rifiuta l\u2018aiuto? Intanto ciascuna persona coinvolta deve cercare aiuto per se stessa, per capire come intervenire, come comunicare. Chi aiuta ha sempre bisogno a sua volta di essere aiutato ad aiutare. Da ogni intervista che abbiamo fatto traspare alla fine un messaggio di speranza. Si pu\u00f2, \u00e8 possibile guarire, avere una vita accettabile, nei casi pi\u00f9 gravi anche convivere con la malattia psichica.<\/p>\n<p>Ma non da soli.<\/p>\n<p>E\u2018 veramente importante, oltre l\u2018aiuto medico, cercare sostegno e solidariet\u00e0 nei parenti, negli amici, nei gruppi di auto aiuto, lasciando cadere la vergogna, la paura di disturbare gli altri e di non essere a nostra volta capiti, oltre a condividere esperienze con chi le ha gi\u00e0 vissute o sta invece provando per la prima volta la difficolt\u00e0 e lo stress che la sofferenza psichica porta sempre con s\u00e9.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, come testimoniano le interviste, si riuscir\u00e0 perfino a scorgere i lati positivi, magari pochi, magari piccoli, che per\u00f2 segnalano le conquiste fatte. Da tutti insieme.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Guarda anche:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/www.ariadne.bz.it\/it\/siamo-genitori-di\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Siamo genitori di\u2026<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.ariadne.bz.it\/it\/sono-mamma-di\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sono mamma di\u2026<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.ariadne.bz.it\/it\/sono-sorella-di\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sono sorella di\u2026<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.ariadne.bz.it\/it\/sono-figlio-di\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sono figlio di\u2026<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.ariadne.bz.it\/it\/siamo-partner-di\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Siamo partner di\u2026<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vivere con un familiare con disagio psichico L\u2019articolo \u00e8 stato pubblicato sul giornale dell\u2019Associazione \u201cSelbsthilfe \u2013 Auto Aiuto\u201d, Nr. 3\/2015. 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