{"id":2435,"date":"2018-10-25T11:22:30","date_gmt":"2018-10-25T09:22:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ariadne.bz.it\/?p=2435"},"modified":"2018-10-25T11:36:08","modified_gmt":"2018-10-25T09:36:08","slug":"esperienza-personale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ariadne.bz.it\/it\/esperienza-personale\/","title":{"rendered":"Esperienza personale"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #ff9900;\"><strong>Quando tutto cominci\u00f2\u2026<\/strong><\/span><\/p>\n<h5>L\u2019articolo \u00e8 stato pubblicato sul giornale dell\u2019Associazione \u201cSelbsthilfe \u2013 Auto Aiuto\u201d, Nr. 2\/2016. Autore: Lorenz<\/h5>\n<p>Quindic\u2019anni fa ho svolto il mio servizio civile in una struttura sociale e improvvisamente ho avvertito che tutto mi riguardava direttamente. Le macchine che mi passavano davanti avevano un carattere simbolico per me, ogni sobbalzo del treno era riferito a me. L\u2019impulso di dar seguito ad ogni mia percezione era molto forte, ma mi rendevo conto anche che questo poteva essere un comportamento patologico. Quindi cercavo di reprimere il tutto secondo il motto \u201equesto a me non pu\u00f2 succedere\u201c e \u201elo tengo sotto controllo\u201c. In nessun caso volevo andare da un medico.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ho vissuto per un anno in un mondo doppio: in un mondo psicotico il cui richiamo dovevo anche seguire e che in fondo era me, me del tutto reale. Come ad esempio la paura di essere avvelenato o di essere perseguitato. Poi sono seguiti alcuni progetti grandiosi nei quali sono stato preso sul serio sia dal mondo pubblico che dalla mia famiglia. In questa fase la mia soddisfazione, la mia potente capacit\u00e0 di coinvolgere la gente, mi ha aperto delle porte che altrimenti sarebbero rimaste sicuramente chiuse per me.<\/p>\n<p>Successivamente mi sono presto reso conto che mi ero costruito dei castelli in aria e quindi la vergogna e la disperazione che ne sono seguite mi hanno condotto ad una profonda depressione. Durante il giorno non ero pi\u00f9 in grado di seguire alcun programma non riuscivo a stare con altre persone e trascorrevo la maggior parte del tempo a letto.<\/p>\n<p>Solo nel corso di un tirocinio presso un\u2019altra struttura sociale la mia malattia \u00e8 stata riconosciuta. Di nuovo volevo cambiare tutto, raccontavo un sacco di storie, facevo progetti. Ci\u00f2 mi ha condotto ad un ricovero forzato, dopodich\u00e9 ho passato una lunga serie di fasi maniacali, anch\u2018esse seguite da periodi di ricovero forzati. Naturalmente tutto ci\u00f2 ha comportato gravi interruzioni nella mia attivit\u00e0 professionale.<\/p>\n<p>Oggi la mia malattia mi \u00e8 molto pi\u00f9 chiara, la tengo sotto controllo abbastanza bene con dei farmaci ed ho messo a punto un mio sistema autonomo di allerta preventivo. Ci\u00f2 mi permette di tenermi sotto osservazione in modo molto preciso. Ad esempio, non appena si presentano i primi sintomi di una fase maniacale, quali insonnia, pensieri compulsivi, irrequietezza,\u00a0 dopo aver consultato il mio medico (psichiatra) aumento la dose dei miei farmaci e mi ritiro nell\u2019assoluta tranquillit\u00e0. A questo riguardo \u00e8 importante non volere scacciare con forza il cambiamento di stato d\u2019animo, bens\u00ec accettarlo, senza dargli troppa importanza in modo che non accquisti una sua dinamica propria. Quando sento che l\u2019umore tende a evolversi verso la depressione (perdita d\u2019interesse, mancanza di energia, svogliatezza, stanchezza), cerco di accettare completamente questa nuova condizione e di lasciare andare. Riuscire a trovare l\u2018equilibrio tra il percepire il proprio stato d\u2018animo e dargli un certo spazio da un lato senza per\u00f2 dargli troppa importanza in modo che non si evolva in una vera e propria depressione dall\u2019altro lato, \u00e8 molto impegnativo. Un aumento lento e graduale dell\u2018attivit\u00e0, sempre adeguato allo stato d\u2019animo presente, pu\u00f2 sviare dalla depressione, ovvero smorzarla lentamente, quando ancora \u00e8 in forma germinale. Per eventuali pensieri suicidi ho un mio trucco speciale, ossia penso che posso sempre farlo anche domani; e in genere il giorno dopo \u00e8 sempre tutto migliore. Anche il servizio di sostegno telefonico mi ha spesso dato una mano importante.<\/p>\n<p>Nella quotidianit\u00e0 lavorativa riesco a controllarmi molto bene, tanto che nessuno si accorge delle mie difficolt\u00e0. Invece il venerd\u00ec sera diventa spesso un problema per me perch\u00e9 riemerge tutto quanto, dato che posso rilassarmi dal lavoro.<\/p>\n<p>Complessivamente mi sembra che la mia vita sia relativamente poco condizionata dal disturbo bipolare e che posso convivere abbastanza bene con esso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando tutto cominci\u00f2\u2026 L\u2019articolo \u00e8 stato pubblicato sul giornale dell\u2019Associazione \u201cSelbsthilfe \u2013 Auto Aiuto\u201d, Nr. 2\/2016. Autore: Lorenz Quindic\u2019anni fa ho svolto il mio servizio civile in una struttura sociale e improvvisamente ho avvertito che tutto mi riguardava direttamente. 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