{"id":1274,"date":"2016-05-17T13:41:25","date_gmt":"2016-05-17T11:41:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ariadne.bz.it\/it\/?p=1274"},"modified":"2017-07-11T16:38:21","modified_gmt":"2017-07-11T14:38:21","slug":"disturbi-alimentari-nelleta-infantile-e-nelladolescenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ariadne.bz.it\/it\/disturbi-alimentari-nelleta-infantile-e-nelladolescenza\/","title":{"rendered":"Disturbi alimentari nell\u2018et\u00e0 infantile e nell\u2019adolescenza"},"content":{"rendered":"<h5>Il testo \u00e8 ripreso dall&#8217;opuscolo informativo \u201eSalute mentale nell\u2019et\u00e0 infantile e nell\u2019adolescenza\u201c, pubblicato nel 2014 dall\u2019Associazione Ariadne e dalla Provincia Autonoma di Bolzano, Ufficio Ospedali, con la collaborazione di Veronika Hafner, Donatella Arcangeli, Luigi Basso, Irene Berti, Giovanni Cappello, Andreas Conca, Giulia Parolin, Roger Pycha e Georg Vallazza.<\/h5>\n<p>I disturbi alimentari nella fase di allattamento e nella prima infanzia (periodo della scuola materna) si presentano molto spesso. Durante l&#8217;et\u00e0 prescolare pu\u00f2 succedere che i bambini mangino soltanto quel poco cibo a loro familiare, mentre rifiutino gli alimenti nuovi e a loro sconosciuti. La situazione diventa allarmante soltanto nel momento in cui vengono selezionati solo pochi alimenti, cosicch\u00e9 l\u2019alimentazione diventa poco equilibrata e pu\u00f2 portare a carenze nutrizionali. \u00c8 importante che la problematica venga chiarita in modo adeguato tramite uno specialista (pediatra, nutrizionista, \u2026). Anche la situazione alimentare nella famiglia \u00e8 di enorme importanza. Dietro il rifiuto di mangiare si nasconde spesso una tendenza verso l&#8217;autonomia da parte del figlio nei confronti dei propri genitori. Spesso si \u00e8 verificata in precedenza una storia di alimentazione forzata. Perci\u00f2 \u00e8 molto importante non fare pressione e invece offrire i diversi alimenti in piccole porzioni pi\u00f9 spesso durante la giornata. La durata dei pasti non dovrebbe durare pi\u00f9 di 20 minuti. All\u2019asilo \u00e8 molto utile se pi\u00f9 coetanei pranzano allo stesso tavolo. Si pu\u00f2 agire in senso preventivo, se nella fase sensibile del primo anno (a partire dai 6 mesi) ai figli vengono offerti diversi gusti oltre al latte materno \u2013 di solito in forma di pappa. In questo periodo i bambini accettano ancora volentieri i nuovi alimenti.<\/p>\n<p>Da interviste effettuate alle madri risulta che ca. un quarto fino a un terzo di loro racconta di disturbi alimentari dei loro figli nella fase dell&#8217;allattamento (primo anno di et\u00e0). Viene riferito il rifiuto di assumere il cibo, ma anche un continuo e intenzionale richiamo in bocca degli alimenti (ruminazione). Bisogna menzionare anche la pica, che consiste nell&#8217;assunzione di sostanze senza valore nutritivo (p. es. la sabbia). Questa s\u2019incontra nel grave ritardo mentale oppure nei bambini trascurati. C\u2019\u00e8 il rischio di una ostruzione intestinale oppure di intossicazione, perci\u00f2 bisogna prestare particolare attenzione a questi bambini. Meno frequentemente si presenta una disfunzione della motricit\u00e0 della bocca. Essa ha effetti negativi sul riflesso della suzione e si presenta soprattutto nei bambini prematuri. Col tempo anche il masticare pu\u00f2 essere problematico a causa delle difficolt\u00e0 motorie. In caso di cambiamenti strutturali dell\u2019esofago e del palato o di disturbi della motricit\u00e0 stomaco-intestino, sono necessari eventuali interventi chirurgici oppure il sostegno farmacologico.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff9900;\"><strong>Anoressia nervosa<\/strong><\/span><br \/>\nGli adolescenti che soffrono di anoressia hanno una paura estrema di aumentare di peso. Nonostante il poco peso, cercano di dimagrire, dato che non riescono a valutare in modo realistico la propria dimensione del corpo e la percepiscono in maniera distorta. Il disturbo si presenta prevalentemente nelle ragazze e nelle donne e si presenta anche tramite l&#8217;assenza delle mestruazioni a causa della grande perdita di peso. Fattori scatenanti possono essere tra l\u2019altro il sovrappeso, osservazioni umilianti da parte degli altri oppure ansie correlate alla sessualit\u00e0. La valutazione dell&#8217;immagine del corpo dei soggetti colpiti ha un\u2019enorme influenza sulla loro autostima.<\/p>\n<p>Scelgono prevalentemente cibi a basso contenuto calorico e praticano un\u2019eccessiva attivit\u00e0 fisica per consumare pi\u00f9 calorie. Inoltre vengono usati a volte anche medicinali (p. es. lassativi) per continuare a diminuire di peso. Un particolare rischio esiste nelle famiglie con tendenze perfezionistiche e scarse capacit\u00e0 di esprimere i sentimenti, i bisogni e i desideri. Le ragazze si mostrano ubbidienti e affettuose e senza particolari problemi nel loro sviluppo fino a quel momento.<\/p>\n<p>I periodi critici durante i quali si sviluppa l\u2019anoressia sono la prima adolescenza e il passaggio dall\u2019adolescenza all\u2019et\u00e0 adulta (ca. ai 18 anni). L\u2019anoressia nervosa prepubere si sviluppa prima dei 14 anni. In questo caso l\u2019aumento di peso prima della pubert\u00e0 non avviene. Molto spesso si manifesta una ritardata maturit\u00e0 ossea. I danni fisici e psichici possono essere permanenti, perci\u00f2 \u00e8 assolutamente consigliabile un intervento.<\/p>\n<p><strong>Sintomi e comportamento degli adolescenti anoressici<\/strong><br \/>\nGli adolescenti anoressici salgono sulla bilancia pi\u00f9 volte al giorno per controllare il loro peso oppure si mettono davanti allo specchio per controllare il loro corpo. Nel fare la spesa prestano attenzione soprattutto agli alimenti poco calorici. Mangiano spesso da soli e molto lentamente. Si nota la loro tendenza alla prestazione, sia a scuola sia nelle attivit\u00e0 fisiche (ottime prestazioni nello sport e lunghe passeggiate). Tendono a pianificare tutto in maniera compulsiva, a contare (p. es. le calorie), a controllare. Alcuni adolescenti reggono a lungo una modesta assunzione di cibo, mentre negli altri si verificano degli attacchi di fame. Mangiano allora enormi quantit\u00e0 di cibo ipercalorico e si producono poi intenzionalmente il vomito (sottotipo bulimico). Questi attacchi si presentano da una volta alla settimana fino a una cadenza quotidiana. In tali situazioni si manifestano sensazioni di perdita del controllo. Spesso vengono assunti anche lassativi per mantenere basso il peso. Nella vita sociale si allontanano dagli amici, perdono anche l\u2019interesse verso l\u2019altro sesso oppure tendono a legarsi molto alla loro famiglia. Manifestazioni collaterali o consequenziali possono essere le seguenti: bassa autostima, depressioni, disturbi di concentrazione, sensibilit\u00e0 al freddo, insonnia e sintomi antisociali (alcuni rubano gli alimenti).<\/p>\n<p><strong>Cause del disturbo<\/strong><br \/>\nL\u2019anoressia non \u00e8 un fenomeno di moda, ma un disturbo la cui descrizione ha gi\u00e0 una lunga storia. Inoltre, nella nostra epoca, nei paesi occidentali industrializzati viene trasmessa una immagine della donna tramite i media, dove l\u2019aspetto e la figura hanno una particolare importanza. Nelle riviste vengono offerti i pi\u00f9 vari tipi di dieta. Questi fattori costituiscono senza dubbio concause della malattia. Indipendentemente dall\u2019ideale del dimagrimento, si considera anche una predisposizione genetica, sulla base della quale le caratteristiche temperamentali rendono pi\u00f9 difficile alla persona gestire i propri sentimenti e stringere legami sicuri. Nelle famiglie coinvolte si manifestano pi\u00f9 spesso anche altri disturbi psichici. I genitori soffrono per esempio di depressioni, problemi di alcolismo, abuso di medicinali&#8230;<\/p>\n<p>Alcuni esperti sono dell\u2019opinione che attraverso i disturbi alimentari le ragazze colpite si rifiutino di adottare un\u2019identit\u00e0 femminile. Altri fattori scatenanti il disturbo sono spesso anche situazioni particolarmente stressanti a scuola (esami, conseguimento dei titoli di studio, pressione nella scelta di una professione \u2026) oppure in famiglia (separazioni, lutti, malattie, nascita di fratelli e sorelle \u2026).<\/p>\n<p>Alcuni soggetti hanno la sensazione di non soddisfare mai le aspettative dei genitori. Autonomia e individualit\u00e0 si sviluppano a malapena. Ai giovani si offrono spesso poche possibilit\u00e0 di esprimere i propri sentimenti e desideri; essi si prendono molta cura nel realizzare le aspettative e i desideri altrui e proteggono se stessi dietro la perfezione. Lottano per guadagnarsi l\u2019amore e il rispetto. Dal punto di vista della terapia sistemica familiare, le persone anoressiche rifiutano il cibo come reazione ai problemi familiari. Molto spesso il clima familiare \u00e8 caratterizzato dalla razionalit\u00e0. I sentimenti vengono mostrati a malapena. I genitori, dietro la loro apparenza esterna, sono spesso infelici. A volte il figlio era indesiderato oppure si desiderava che fosse di un altro sesso. Le madri molto spesso rifiutano la sessualit\u00e0 e trasmettono alle loro figlie un immagine della donna come vittima, dipendente dalla sofferenza e dall\u2019adempimento del proprio dovere.<\/p>\n<p><strong>Cura<\/strong><br \/>\nSembra essere utile un piano di terapia nel quale le\/i pazienti vengono messe\/i al corrente degli obbiettivi e del modo di procedere con il quale dichiarano poi di essere d\u2019accordo (contratto di terapia). \u00c8 di enorme importanza normalizzare il peso, cosa che suscita molto spesso grandi resistenze. A volte occorre una cura ospedaliera. Nelle condizioni che mettono a rischio la vita sono necessarie delle misure coercitive. La cura in un reparto dura tra le 6 e le 8 settimane, in caso di bisogno anche di pi\u00f9. A questa segue un\u2019assistenza semiresidenziale e\/o ambulatoriale. In casi pi\u00f9 semplici \u00e8 sufficiente anche solo una cura ambulatoriale oppure semiresidenziale. Alcune forme di terapia cercano di mettere in contatto le\/i pazienti con se stessi e con i loro sentimenti e bisogni.<\/p>\n<p>La terapia cognitivo &#8211; comportamentale cerca di cambiare in maniera positiva il punto di vista distorto della dimensione del corpo e l\u2019ansia dell\u2019aumento di peso. La psicoeducazione in questo caso \u00e8 di enorme importanza. Nella terapia familiare viene trattato l\u2019intero sistema. Lo sviluppo dell\u2019indipendenza e il tentativo di autonomia delle\/dei pazienti vengono messi in primo piano.<\/p>\n<p><strong>Prognosi<\/strong><br \/>\nLa malattia si manifesta nel corso di diversi anni (dai due fino ai tre). In un terzo dei casi \u00e8 presente una attenuazione del disturbo, in un altro terzo bisogna sempre fare i conti con problemi di alimentazione. Dal 5 al 20% dei casi (a seconda delle ricerche) si arriva alla morte, spesso tramite suicidio o come conseguenza del sottopeso. Una prognosi favorevole si riscontra quando la terapia inizia presto e i soggetti colpiti acconsentono al trattamento volontariamente. Anche un rapporto positivo con i genitori ha un influenza favorevole.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff9900;\"><strong>Bulimia nervosa<\/strong><\/span><br \/>\nNel caso di questo disturbo si presentano regolarmente comportamenti di abbuffate. Queste sono preceduti per lo pi\u00f9 da diete severe. Gli adolescenti colpiti si provocano il vomito oppure prendono lassativi per tenere sotto controllo il peso. Durante le abbuffate vengono consumati in poco tempo degli alimenti con un\u2019alta percentuale di calorie. Spesso i soggetti mangiano di nascosto perch\u00e9 si vergognano del loro comportamento incontrollabile. Anche loro si concentrano spesso sul controllo del peso e sulla figura. Mangiano in modo irregolare e riducono spesso l\u2019assunzione di cibo tra le abbuffate. Durante questi attacchi sono sempre soggetti a una forte coazione e perdono il controllo rispetto allo smettere di mangiare \u2013 nonostante la sensazione di saziet\u00e0.<\/p>\n<p>Le conseguenze sono forti sensi di colpa, bassa autostima, isolamento sociale e spesso anche gravi sentimenti depressivi.<\/p>\n<p><strong>I Postumi<\/strong><br \/>\nA causa del vomito e dell\u2019assunzione dei lassativi si presenta un disequilibrio dei sali minerali. Il vomito ripetuto pu\u00f2 avere come conseguenza anche dei danni ai denti, all\u2019esofago, allo stomaco nonch\u00e9 ai reni.<\/p>\n<p><strong>Decorso<\/strong><br \/>\nIl pi\u00f9 delle volte il disturbo ha un decorso di alcuni anni, circa in un quarto dei casi cronicizza. Nello stesso numero di persone si manifesta una malattia secondaria sotto forma di depressione oppure di un disturbo d\u2019ansia. Alcuni tendono all\u2019abuso di alcol e di droga oppure sviluppano un disturbo di personalit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Terapia<\/strong><br \/>\nIn alcuni casi \u00e8 sufficiente un trattamento ambulatoriale, a volte, per\u00f2, occorre anche un\u2019assistenza ospedaliera. Vengono consigliate le terapie di gruppo e quelle individuali. Tramite un diario i soggetti possono riconoscere pi\u00f9 facilmente quando insorgono gli impulsi ad abbuffarsi. Attivit\u00e0 d\u2019informazione possono inoltre aiutare a raggiungere un\u2019alimentazione corretta per cambiare il modo di mangiare. Sul piano della terapia farmacologica sono stati finora utilizzati con successo soprattutto gli antidepressivi.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff9900;\"><strong>Obesit\u00e0 e Binge Eating Disorder (Disturbo da alimentazione incontrollata)<\/strong><\/span><br \/>\nIl sovrappeso nell\u2019et\u00e0 infantile ed evolutiva \u00e8 molto diffuso nei paesi occidentali e se ne rileva un costante aumento. Questo sviluppo va visto nel contesto di un ambiente nel quale non \u00e8 pi\u00f9 importante cercare e trovare il cibo, ma la scelta di quando, quale e quanto cibo pu\u00f2 essere consumato. I nuovi esiti delle ricerche indicano che un notevole numero di bambini in sovrappeso ha dei comportamenti incontrollati di abbuffata (binge eating). Questo pu\u00f2 portare allo sviluppo di un vero e proprio disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorder).<\/p>\n<p>Il sovrappeso e l\u2019obesit\u00e0 nell\u2019et\u00e0 infantile vengono spesso rilevati tramite l\u2019Indice di Massa Corporea \u2013 Body Mass Index (IMC-BMI). Per valutare correttamente il progressivo accrescimento dei bambini e degli adolescenti, si impostano i valori BMI in relazione ai riferimenti di et\u00e0 e di sesso.<\/p>\n<p>Il rischio per un bambino obeso di rimanere obeso anche da adulto aumenta con l\u2019et\u00e0. Se un bambino obeso prima dell\u2019et\u00e0 di 3 anni corre ancora un rischio minimo di essere obeso anche da adulto, all\u2019et\u00e0 tra i 10 e i 14 anni il rischio cresce fino al 80%, se anche uno dei genitori \u00e8 obeso.<\/p>\n<p><strong>Come si manifestano le abbuffate nei bambini?<\/strong><br \/>\nLe abbuffate si verificano spesso nei bambini obesi, a volte per\u00f2 anche nei bambini con un peso normale. A differenza degli adulti, nei bambini sembra essere meno decisiva la quantit\u00e0 di cibo consumata di per s\u00e9, mentre piuttosto la sensazione soggettiva di perdita del controllo. Per questo motivo, parlando di bambini oltre al concetto di \u201cabbuffata\u201d si usa spesso anche il concetto di \u201cmangiare con perdita di controllo\u201d. Nei bambini l\u2019abbuffata cio\u00e8 il mangiare incontrollatamente \u00e8 caratterizzato da<br \/>\n<strong>A) ricerca di cibo in assenza di fame<\/strong> (p.es. dopo un pasto) e<br \/>\n<strong>B) sensazione del mancato controllo sul cibo<\/strong> (p. es. una volta iniziato a mangiare, il bambino non riesce pi\u00f9 a smettere).<\/p>\n<p><strong>Altre caratteristiche tipiche nei bambini con disturbo da alimentazione incontrollata sono:<\/strong><br \/>\n&#8211; il mangiare come reazione a un\u2019affetto negativo (p. es. tristezza, noia, inquietudine)<br \/>\n&#8211; mangiare di nascosto oppure nascondere gli alimenti<br \/>\n&#8211; ricerca di alimenti come ricompensa<br \/>\n&#8211; sensazioni di stordimento\/intorpidimento durante il mangiare<br \/>\n&#8211; sentimenti negativi come conseguenza (p. es. sensi di colpa e vergogna)<\/p>\n<p><strong>Conseguenze del sovrappeso<\/strong><br \/>\nGi\u00e0 nei bambini cominciano a manifestarsi con alta probabilit\u00e0 conseguenze fisiche del sovrappeso come crescita pi\u00f9 rapida, stabilizzarsi dell&#8217;obesit\u00e0, disturbi del metabolismo lipidico e pressione sanguigna alta. I bambini in sovrappeso soffrono molto spesso di apnee notturne (pause nella respirazione durante il sonno che portano a una scarsa qualit\u00e0 di sonno e di riposo), problemi alle articolazioni e diabete mellito. Aumenta anche il rischio di arteriosclerosi. I bambini obesi devono anche confrontarsi con il rifiuto e l\u2019emarginazione, come anche con un\u2019impressionante diminuzione della qualit\u00e0 di vita. Un gran numero di bambini obesi ha inoltre altri problemi come p. es. ansiet\u00e0, depressione, ritiro, bassa autostima e somatizzazione.<\/p>\n<p><strong>Decorso<\/strong><br \/>\nIl decorso dell\u2019obesit\u00e0 in et\u00e0 infantile deve essere considerato come cronico.<\/p>\n<p><strong>Cause del sovrappeso<\/strong><br \/>\nL\u2019influenza dei fattori genetici sull\u2019IMC \u00e8 comprovato, cosicch\u00e9 esistono \u201ccattivi\u201d e \u201cbuoni assimilatori\u201d di alimenti che, con la stessa quantit\u00e0 di cibo, immagazzinano diverse quantit\u00e0 di energia sotto forma di grasso. Quale assimilatore sar\u00e0 \u201ccattivo\u201d e quale \u201cbuono\u201d, \u00e8 gi\u00e0 tutto geneticamente scritto. Se comunque sia ha un\u2019obesit\u00e0, dipende fondamentalmente da fattori ambientali. Sono sfavorevoli p. es. una cattiva alimentazione (mangiare irregolarmente, velocemente e in modo scorretto), scarso movimento fisico (frequente sedentariet\u00e0, guardare frequentemente la tv o giocare ai video giochi), mangiare per \u201cmangiarsi\u201d i sentimenti sgradevoli come p. es. la tristezza, la rabbia, la preoccupazione o la noia, per\u00f2 anche esempi inadatti in famiglia oppure nel giro di amici. Sintetizzando si pu\u00f2 constatare che un\u2019alimentazione ricca di grassi e il poco movimento in caso di presenza di predisposizione possono portare al sovrappeso. Un\u2019alimentazione equilibrata e sufficiente movimento, invece, portano anche in caso di condizioni svantaggiose a un peso pi\u00f9 basso.<\/p>\n<p><strong>Cause del Binge-Eating-Disorder<\/strong><br \/>\nI risultati attuali della ricerca partono dal presupposto che le abbuffate nei bambini da una parte possono essere favorite da un comportamento alimentare scorretto (= irregolare, non strutturato) e da un\u2019alimentazione unilaterale e poco equilibrata. Dall\u2019altra parte sono di enorme importanza le difficolt\u00e0 nel controllare e nel regolare i sentimenti e gli impulsi (= capacit\u00e0 di autoregolazione), il che fa aumentare la possibilit\u00e0 che i bambini possano reagire ai sentimenti sgradevoli con l&#8217;assunzione di cibo per calmarsi momentaneamente. Questa tendenza pu\u00f2 continuare a essere sostenuta tramite un\u2019alimentazione sfavorevole e la disponibilit\u00e0 degli alimenti tipici dell\u2019abbuffata, cos\u00ec come tramite i sentimenti negativi che si manifestano (p. es. noia, tristezza, solitudine, inquietudine).<\/p>\n<p><strong>Trattamenti dell\u2019obesit\u00e0<\/strong><br \/>\nL\u2019indicazione di un trattamento dipende soprattutto dall\u2019et\u00e0 del bambino. Parlando di bambini, il cambiamento dello stile di vita familiare \u00e8 una condizione senza la quale la maggior parte delle prestazioni terapeutiche o preventive permangono inefficaci a lungo termine. Gli interventi per aumentare il movimento, i cambiamenti dell\u2019alimentazione o del comportamento alimentare nei bambini fino agli 8 anni si rivolgono esclusivamente alle persone di riferimento primario. Anche all\u2019et\u00e0 tra gli 8 e i 12 anni i genitori sono le persone di riferimento primario. Nei bambini pi\u00f9 grandi e negli adolescenti il trattamento dovrebbe poi essere adeguato a un\u2019assunzione progressiva della propria responsabilit\u00e0 e dell\u2019autocontrollo \u201cindipendentemente\u201d dall\u2019ambiente.<\/p>\n<p><strong>I trattamenti in caso di obesit\u00e0 sono:<\/strong><br \/>\n&#8211; sviluppo di motivazione verso i cambiamenti di comportamento<br \/>\n&#8211; cambiamento dei comportamenti di nutrizione ed alimentazione<br \/>\n&#8211; cambiamento dei comportamenti di movimento fisico<br \/>\n&#8211; stabilizzazione del peso (nei bambini che ancora crescono) o riduzione di peso (nei bambini e adolescenti con accrescimento in altezza concluso)<\/p>\n<p>I cambiamenti nei comportamenti di nutrizione, alimentazione e movimento riguardano normalmente tutta la famiglia, cio\u00e8 i genitori come anche i fratelli e le sorelle, e a volte anche l\u2019ambiente in generale.<\/p>\n<p><strong>Trattamento del Binge-Eating-Disorder<\/strong><br \/>\nL\u2019obiettivo principale del trattamento del Binge-Eating-Disorder \u00e8 il superamento dei comportamenti di abbuffata. Solamente in un secondo passo, in un secondo momento, la progressiva diminuzione di peso sar\u00e0 messa in primo piano. In tal senso non bisogna porsi prioritariamente degli obbiettivi sul peso, ma bisogna osservare con precisione e scoprire quali sono le cause dei comportamenti di abbuffata.<\/p>\n<p>Di seguito verranno messe a punto delle strategie per evitare, fermare e interrompere le abbuffate. \u00c8 particolarmente importante il miglioramento della capacit\u00e0 di gestire i sentimenti sgradevoli e di regolare gli impulsi. \u00c8 inoltre importante la consumazione dei pasti in modo regolare e equilibrato e il rispetto di certe regole riguardanti il comportamento alimentare (p. es. ora e luogo dell\u2019assunzione di cibo). L\u2019obbiettivo \u00e8 quello di contrastare l\u2019esperienza di disinibizione per quanto riguarda l&#8217;assunzione di cibo. Il coinvolgimento dei genitori rende pi\u00f9 facile il raggiungimento e la stabilizzazione a lungo termine dei cambiamenti di comportamento nella vita familiare quotidiana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il testo \u00e8 ripreso dall&#8217;opuscolo informativo \u201eSalute mentale nell\u2019et\u00e0 infantile e nell\u2019adolescenza\u201c, pubblicato nel 2014 dall\u2019Associazione Ariadne e dalla Provincia Autonoma di Bolzano, Ufficio Ospedali, con la collaborazione di Veronika Hafner, Donatella Arcangeli, Luigi Basso, Irene Berti, Giovanni Cappello, Andreas Conca, Giulia Parolin, Roger Pycha e Georg Vallazza. 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